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L’affondamento della corazzata "Roma"
la ragion di Stato e il "ricamo" di Badoglio


Leggendo un articolo apparso nel 1993 su una rivista specializzata di storia, mi turbò molto la sorte infausta degli uomini imbarcati sulla corazzata "Roma". Mi chiesi se fosse stato possibile evitare una simile tragedia. Rilessi il contributo dello storico Decio Romano e rimasi sconcertato da alcune sue proposizioni. Possibile che la nostra marina sia stata utilizzata come moneta di scambio per la salvezza del Re? Possibile che nella loro supposta garanzia per la sopravvivenza dello Stato, il re, il capo del governo e altri, si siano venduti la vita di uomini come Carlo Bergamini (nell'immagine), che con il loro onore, la loro obbedienza e il loro coraggio hanno ribadito la grandezza dell’Italia? Certo è che questi uomini di valore, nulla hanno a che fare con gli oltre duecento fuggiaschi (tra questi figuravano capi di stato maggiore, generali e altri codardi) assiepati all’una di notte del 10 settembre del 1943 nel molo di Ortona in attesa di potersi imbarcare sul "Baionetta" con il re. Quale onore nel soldato che nasconde il suo grado di Ufficiale! Quale coraggio in colui che fugge! In quella notte, a Ortona, l’onore, il coraggio e l’obbedienza erano totalmente assenti.
Per poter parlare del supposto "ricamo" di Badoglio e del perché (sempre che esista un solo perché!) la corazzata "Roma" sia stata affondata, mi pare utile una cronologia dettagliata dei fatti che sono successi nei giorni che vanno dal 2 al 20 settembre 1943.

 
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